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Quarant’anni
fa, esattamente il 4 Novembre 1966, avveniva una devastante alluvione
in Firenze che, oltre a portarsi via numerosissime vite umane, ha
distrutto una buona parte del patrimonio artistico, rovinando preziosi
manoscritti, dipinti, e resti storici in essa gelosamente conservati
per secoli. Con il Raduno di quest’anno la Direzione Nazionale ha
voluto ricordare la preziosa ed insostituibile opera svolta dai Vigili
del Fuoco. Spesso le immagini esprimono meglio delle parole il senso
di fratellanza e di amicizia che lega in modo indissolubile ogni
Vigile del Fuoco. Per questo motivo voglio lasciare il posto ad una
carrellata di immagini catturate in diversi momenti. E’ stato molto
bello incontrare i colleghi provenienti da tutte le città d’Italia
ricordando i tanti interventi vissuti fianco a fianco con la
consapevolezza che le nostre vite dipendevano l’una dall’altra. Spesso
il tempo modifica il nostro aspetto: i capelli imbiancano, il corpo si
modifica con qualche chilo in più, l’andatura è magari rallentata da
qualche malanno, ma i nostri occhi e la nostra mente dimenticano
queste cose e ci mostrano esattamente come eravamo allora. Per questo,
assistere alle varie cerimonie, ti riempie il cuore di gioia. Ti lasci
catturare dall’emozione di rivedere ormai antichi automezzi e pensi:
“Vi sono salito per anni su quelle macchine. Le ho guidate per correre
su tantissimi interventi”. Allora pensi ad Alfonso, a Pierino, ad
Adelfo, …, che non sono con te perché il tempo se li è portati via, ma
pensi anche agli amici che non sono venuti perché troppo malati e ti
vedono con la forza e l’orgoglio di dire: “Anch’io sono un Pompiere!”
Ringrazio l’amico Erminio Vergani per il servizio fotografico.
(Servizio di Roberto Pavan)



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