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Carissimi amici,
ho seguito in queste
ultime settimane il dibattito che si
è sviluppato nel Sito Nazionale -
rubrica “Sezione di Foggia Eventi e
Proposte”- intorno ad una serie di
problemi che considero importanti
per il Sodalizio e sui quali
voglio interloquire con gli amici
intervenuti.
Prima
questione : Albo Regionale di
Volontariato.
E’ importante che le
Sezioni si iscrivano all’albo,
perchè attraverso esso
automaticamente si diviene Onlus, il
cui acronimo dà diritto di
rilasciare ricevute, detraibili
fiscalmente, a quanti vogliono fare
donazioni ed inoltre si possono
presentare agli Enti Locali progetti
di valenza sociale, con la richiesta
di finanziamenti a sostegno delle
iniziative. I Centri di Sevizio
Regionali sono invece gestiti da una
Associazione che associa tutte le
Organizzazioni di Volontariato con
il compito di assistere le varie
Associazioni, erogando anche, non
contributi economici diretti, ma
servizi richiesti a sostegno della
progettualità elaborata.
Alcuni esempi per
rendere ancora più chiaro il
concetto: vengono organizzati corsi
di formazione per la tenuta dei
bilanci o per cimentarsi con
l’attrezzatura informatica; se si ha
la necessità di pubblicizzare delle
iniziative importanti vengono messi
a disposizione manifesti, volantini,
la stampa di vademecum, ecc. ecc...
; fornisce assistenza per elaborare
statuti e regolamenti, per avanzare
richieste di finanziamenti agli Enti
Locali, per richiedere l’iscrizione
agli albi di volontariato e nei casi
di progetti consistenti contribuisce
a fornire anche il materiale
necessario. Per tutte queste ragioni
è importante essere presenti in
questi Centri di Sevizio perchè
favoriscono il fare delle
Associazioni.
Seconda questione : La Protezione
Civile e l’iscrizione agli albi.
L’albo regionale di
volontariato della Protezione Civile
è una articolazione del registro più
generale del Volontariato, la cui
iscrizione deve però essere
espressamente richiesta
dall’Associazione interessata,
inoltre le Associazioni possono
iscriversi anche a livello Comunale
o Provinciale. Detto questo, credo
che il tema più generale della
Protezione Civile e del rapporto con
la nostra Associazione debba essere
trattato con maggiore chiarezza e
senza fare astrazione rispetto alle
norme legislative in vigore. Con ciò
voglio dire che sarebbe stata una
bella cosa se la Protezione Civile
fosse stata incorporata nel Corpo
Nazionale, alle dipendenze della
Presidenza del Consiglio, battaglia
che personalmente ho condotto negli
anni delle scelte che furono al
riguardo decisive, le cose però non
sono andate così e bisogna farsene
una ragione.
La Protezione Civile
si configura oggi quale struttura
operativa di coordinamento
dell’insieme delle struttura
pubbliche che hanno competenze nel
campo dell’organizzazione delle
operazioni di prevenzione e soccorso
intese in senso lato, affidando alle
Regioni e ai comuni importanti e
fondamentali competenze, compresa
quella dell’organizzazione del
volontariato per presidiare in caso
di necessità, insieme agli operatori
professionali, il territorio.
I Vigili del Fuoco
hanno invece, in questo quadro, la
primaria competenza di assicurare il
soccorso tecnico urgente e la Difesa
Civile, quindi oggi più che aprire
dispute astratte con la Protezione
Civile bisogna essere realisti e
concentrarsi al massimo per
esercitare, valorizzare e custodire
gelosamente tali competenze,
utilizzando al meglio anche tutti
gli strumenti di cui dispone la
società mediatica.
La nostra
Associazione, che ha vinto la
straordinaria battaglia sul
riconoscimento da parte del Corpo
VV.F., non può che privilegiare la
collaborazione con il Corpo
Nazionale nella ricerca di
importanti attività sussidiarie e di
supporto, che esso stesso intenderà,
dopo i necessari approfondimenti
congiunti, assegnarci. Non vanno
infine escluse, nel rispetto dello
Statuto e qualora ci fossero le
condizioni, attività in
collaborazione con gli Enti Locali e
Statali ( Regioni – Comuni –
Province – Prefetture ) .
Terza
questione: l’uniforme di lavoro.
Sull’esigenza di
dotare i nostri Soci di un capo
vestiario completo da lavoro
(pantaloni – maglietta – giubbetto
con possibilità di applicare una
protezione invernale ) penso che
tutti convengano, perchè sarebbe un
ottimo segnale per un’ulteriore
crescita di prestigio e visibilità.
Il problema quindi non è
l’obiettivo, ma le difficoltà per la
sua realizzazione, sopratutto
quelle di natura finanziaria.
Il calcolo è presto
fatto, perchè la matematica non è
una opinione, considerando un costo
approssimativo di euro 250 per un
completo, come sopra indicato,
moltiplicandolo per un numero di
capi pari a 7000 si avrà un costo
complessivo di euro 1.750.000 ,
quindi è su questo terreno che
bisogna fare proposte, perchè la
semplice affermazione “quando il
Sodalizio deciderà di assegnare ai
Soci l’uniforme” non è sufficiente a
risolvere il problema perchè non ci
sono i fondi. Non posso inoltre
condividere lo scetticismo e
l’ironia che si fa sulla dotazione
ministeriale della pettorina, che è
stata una nostra richiesta
finalizzata a garantire maggiore
visibilità ed omogeneità del
Sodalizio in tutto il territorio
Nazionale.
Voglio ancora
ricordare che per la loro praticità
una pettorina similare è stata data
in dotazione anche al personale
professionale dei Corpi Civili e
Militari dello Stato e che viene
indossata con grande dignità nelle
loro molteplici attività esterne.
Infine con questa
assegnazione abbiamo strappato, per
la prima volta dalla nascita del
Sodalizio, il principio
dell’intervento diretto del
Dipartimento a sostegno
dell’esigenza di far vestire nelle
attività progettuali
dell’Associazione tutti i Soci
volontari in modo omogeneo, cosa
questa che ci può essere utile anche
per ulteriori proposte che potremo
avanzare per il prossimo futuro.
Per terminare credo
che queste discussioni presenti nel
Sito saranno destinate ad
influenzare positivamente anche le
stesse conclusioni del Congresso
Nazionale, in modo tale che si possa
poi passare dalla teoria alla
pratica, misurando così nel concreto
le reali volontà di tutti nel fare
questo salto di qualità.
IL
PRESIDENTE NAZIONALE
Gianni Andreanelli
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